
E’ stata questa la mission dell’iniziativa pronossa da VisitTuscia Expo, in continuità con le altre programmate nel corso dell’anno.
L’iniziativa si inquadra nell’ambito delle strategie delineate dal Documento Strategico di Programmazione 2023-2028 e dal Documento di Economia e Finanza Regionale 2025-2027, che si pongono come fine la promozione del turismo sostenibile, la valorizzazione delle eccellenze locali e il rafforzamento dell’attività regionale. Tanti gli incontri, le idee e i progetti maturati che potrebbero essere presto portati a soluzione. I centri toccati dal tour sono stati Viterbo, Bassano in Teverina, Castiglione in Teverina, Marta, Canino e Cellere. In ognuno di essi si è presa visione delle realtà locali, fatte spesso di potenzialità inespresse che, opportunamente sostenute, potrebbero creare occasioni di sviluppo per il territorio e le aziende che vi operano, spesso portatrici di valore aggiunto.
L’incontro a Viterbo con Daniela Lai, nella sua bottega di ceramiche, ha fatto comprendere come l’artigianato di qualità, in un contesto ad elevata espressione storico-culturale quale può essere il centro medievale della città, possa dare adito ad uno sviluppo di nuove forme di richiamo turistico. A Bassano in Teverina è stato l’incontro con Pino Mandica, titolare dell’Osteria del Drago e di altre strutture ricettive, a rappresentare l’esempio più lampante di come organizzare e proporre un sistema d’offerta territoriale integrato, articolato e funzionale sia per i residenti che per i turisti. A Castiglione in Teverina, terra di vino e memoria agricola, è la Strada del Vino della Teverina a delineare un percorso enogastronomico che unisce aziende agricole, cantine storiche e tradizioni radicate.
A Marta è l’attività peschereccia, ancora in auge, a dettare i ritmi della comunità locale anche se qualcosa sta cambiando. Da qualche tempo la pesca non viene più intesa soltanto come attività economica e commerciale, ma anche turistica, capace di attrarre con le sue Sagre (del “Lattarino”) e Feste (del “Pescatore”) molti turisti. Senza dire delle piccole imprese che si dedicano alla viticoltura per la produzione del Vino “Cannaiola”, una specificità unica del territorio. Canino, con i suoi 700 ettari di oliveti, è conosciuta come la Città dell’Olio, per la sua produzione di olio extravergine di oliva, un prodotto di qualità assoluta certificata dal marchio DOP. Non mancano imprenditori locali che hanno dedicato all’industria olearia tutta la loro vita come la famiglia Archibusacci che dal 1886 si dedica alla coltivazione degli olivi e alla molitura del prodotto.
A Cellere, infine, l’ultimo visita di questo straordinario tour sensoriale è stata quella all’Azienda Agricola Biologica Lotti, sempre attenta alla qualità dei suoi prodotti e proiettata al raggiungimento di nuovi e più importanti traguardi. Particolarmente soddisfatto Vincenzo Peparello, Presidente della DMO Expo Tuscia, convinto di aver avviato un nuovo e più stimolante modello operativo per uno sviluppo partecipativo del territorio. “L’aver coinvolto in questo nuovo processo imprenditori, commercianti, artigiani e professionisti, ha detto Peparello, non può che giovare alle imprese e alle attività commerciali per il semplice fatto che operano in sinergia fra loro e con le amministrazioni comunali. Ma l’aspetto più rilevante è la trasmissione dei saperi dalle vecchie alle nuove generazioni per non far morire ma, anzi, per rigenerare e rinvigorire le esperienze lavorative dei nostri padri”.










