III edizione della BTRI – Borsa del Turismo Religioso Internazionale

A Roma dal 21 al 23 giugno 

Dopo il successo delle prime due edizioni a Padova, approda nella capitale la Borsa del Turismo Religioso Internazionale (BTRI), con il patrocinio dell’Ufficio Nazionale C.E.I. per la pastorale del tempo libero, turismo e sport, della Università di Tor Vergata e delle maggiori Associazioni nazionali e locali di categoria.

La manifestazione, unica in Italia nel suo genere, chiama a raccolta i più importanti esponenti del mondo ricettivo, tour operator e agenzie di viaggio, associazioni e consorzi, enti pubblici, realtà religiose, compagnie di mobilità e servizi turistici, che si occupano di turismo religioso, culturale ed artistico. Al Workshop saranno presenti buyer italiani ed esteri che potranno incontrare l’offerta nazionale ed internazionale.
Per loro una tre giorni – dal 21 al 23 giugno – fitta di appuntamenti, che verrà ospitata presso Casa La Salle (Via Aurelia, 472), a due passi dal Vaticano.
In programma convegni a tema, workshop b2b, incontri tra giornalisti e buyer ospiti con Espositori, tavole rotonde e seminari (agenda in via di definizione, consultabile sul sito http://www.btri.it/programma/).

Fiducioso Nicola Ucci, patron della BTRI: «Abbiamo colto nel segno individuando un segmento del turismo che non conosce crisi, ma che ha bisogno di essere maggiormente professionalizzato. Ci sono tantissimi operatori turistici e rappresentanti di realtà religiose, italiane ed estere, interessati alla BTRI. Arriviamo a Roma con un bagaglio prezioso raccolto a Padova nelle prime due edizioni e, dalla culla della cristianità, custode di uno dei più grandi patrimoni culturali, storici ed artistici del mondo, ci aspettiamo un partecipazione ancor più numerosa».
I DATI
Secondo il WTO sono oltre 300-330 milioni i “turisti religiosi” nel mondo, con un notevole giro di affari (stimato in oltre 18 miliardi di dollari) e con trend crescente verso località considerate sacre o con ricco patrimonio culturale, storico, artistico, sia in Europa che in altri continenti.
L’Italia è certamente una delle destinazioni principali dei flussi turistici mondiali (per i cattolici), considerando la presenza del Vaticano e di Roma, insieme ad altre realtà quali Assisi, Padova, San Giovanni Rotondo, Loreto ed altre ancora.
Del resto l’offerta religiosa del Bel Paese si sostanzia di circa 1.500 santuari, 30.000 chiese, 700 musei diocesani, oltre che di tantissimi monasteri e conventi. In tutti questi luoghi si concentra gran parte del patrimonio culturale – ed artistico – italiano ed essi rappresentano tappe fondamentali sia per i pellegrinaggi che per il turismo culturale e religioso.
La Basilica di San Pietro è universalmente riconosciuta tra i 25 luoghi più visitati del mondo. Tuttavia anche altre destinazioni (per rimanere solo nell’ambito del cattolicesimo) si impongono nel mondo, si pensi, in Europa, a Fatima, Santiago de Compostela, Lourdes, Częstochowa, Medjugorje, Caravaca de La Cruz, per proseguire in Terra Santa ed a Gerusalemme, fino a Guadalupe in Messico ed al Santuario della Madonna di Aparecida do Norte, in Brasile.
Secondo una ricerca dell’Isnart (Istituto Nazionale Ricerche turistiche) in Italia il turismo religioso genera oltre 5,6 milioni di presenze annue (di cui 3,3 milioni di presenze straniere e 2,3 milioni di presenze legate al mercato italiano). La clientela straniera costituisce circa il 60% del segmento: il 45,3% proviene dall’Europa e il 14,9% dai Paesi extraeuropei.
Dallo studio emerge che il 41,4% dei turisti religiosi ha un’età compresa tra i 30 e i 50 anni, il 44,4% si affida per l’organizzazione del viaggio al circuito dell’intermediazione, tour operator e agenzie di viaggio. Il 32,7% preferisce viaggiare in compagnia del proprio partner, il 20% sceglie un tour organizzato, il 19,7% un gruppo di amici, il 13,3% la famiglia, mentre il 9,8% viaggia da solo.