Natale 2016 in chiaroscuro per Confesercenti: meno italiani in vacanza, ma aumenta la spesa media.

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Dati contrastanti per queste feste di fine anno: secondo le rilevazioni di Confesercenti con l’ausilio tecnico di SWG, gli italiani che faranno una vacanza di almeno due giorni nel periodo compreso tra Natale e l’Epifania saranno circa 9,8 milioni, quasi 1,8 milioni in meno dello scorso anno. La quota di turisti è bassa soprattutto al sud meno 18%, mentre la percentuale più alta è nelle regioni del nord (26%). Si registra invece un aumento della spesa media per persona, prevista quest’anno a 668 euro, con una crescita del 3,2% sullo frecciabianca_fs_e-414_cattolicascorso anno. Si riduce complessivamente la durata media delle vacanze, che passa da 6,1 a 5,9 giorni, quasi una giornata in meno rispetto al 2007. Più di un italiano su due (il 53%), concentrerà comunque il suo viaggio tra i 3 ed i 5 giorni, mentre l’11% si concederà solo due giornate fuori. Si andrà in ferie soprattutto a Capodanno (10% dei viaggiatori) e a Natale (8%). Un gruppo ristretto di viaggiatori (4%) pianifica una vacanza durante il mini-ponte dell’Epifania. Per le prenotazioni, secondo Confesercenti, cresce il ricorso all’esperienza delle agenzie viaggi, che quest’anno saranno utilizzate dal 16% dei vacanzieri, il 4% in più delle feste passate, per acquistare il proprio viaggio. Che si farà principalmente con partner e famiglia, entrambi indicati dal 35% degli intervistati, mentre il 23% andrà con gli amici ed il 6% da solo. Diminuisce del 4% la quota di persone che pianificano una vacanza in Italia, scelta comunque da due su tre (il 66%). Quanto perduto è invece guadagnato dalle mete europee, indicate quest’anno dal 27%, il 4% in più dello scorso anno. La cultura si conferma volano del turismo: il 45% dei viaggiatori, infatti, dichiara di voler un viaggio all’insegna di mete culturali e città d’arte, una percentuale superiore di dieci punti a quella di un anno fa. Cala invece la vacanza in montagna, tipica delle festività invernali, che passa dal 27 al 23% delle preferenze. In Italia, le località più indicate sono proprio le città d’arte e le metropoli: Torino, Firenze, Venezia, ma anche Matera, che sarà capitale europea della cultura nel 2019 ma già pare beneficiare di maggiore attenzione da parte dei flussi turistici. Per quanto riguarda i viaggi all’estero, invece, è l’Austria la meta privilegiata: era seconda l’anno scorso e adesso si ritrova prima con il 14% delle indicazioni, 4 punti in più del 2015; la Spagna invece scende molto nelle scelte, passando dal 15 all’8%. Continua la discesa della Francia – che passa dall’8 al 7% – mentre risale un poco la Germania (7%), anche se l’ultimo attentato di Berlino può aver indotto molti a cambiare programma. Crescono la Gran Bretagna, la Polonia, l’Olanda ed i paesi scandinavi, tutti al 6%. Il 37% dei vacanzieri soggiornerà in un albergo o una pensione. Si tratta di una quota in crescita di cinque punti sullo scorso anno, anche se la maggioranza relativa dei vacanzieri (il 39%) progetta di trascorrere le proprie ferie in una casa di london_stansted_airport_-_duty_free_zoneproprietà, propria o di amici o parenti. Il 20%, invece, ha optato per una casa in affitto, un b&b o un ostello.

Su questa stagione – dichiara Claudio Albonetti, Presidente di Assoturismo Confesercenti – incide senz’altro un calendario meno favorevole alle ferie, con le due principali festività che coincidono con il weekend. Ma si rileva anche una crescita delle diseguaglianze territoriali, con una quota di vacanzieri nelle regioni del sud inferiore di 8 punti percentuali a quella del nord. Gli operatori della ricettività, però, segnalano flussi sotto le attese: la speranza è di assistere ad un’accelerazione nei prossimi giorni. Intanto, il piano strategico appena licenziato è un primo importante segnale da parte del Governo nei confronti di un comparto fondamentale per il rilancio della nostra economia. Il documento va nella giusta direzione, cogliendo quei chiari segnali di ripresa del turismo italiano raccolti nel 2016. L’auspicio è che l’azione del Governo prosegua, ora, con azioni concrete di affermazione ed attuazione dello stesso piano”.