Sicilia Orientale; non solo Taormina

Le proposte del Distretto turistico Antichi Mestieri, Sapori e Tradizioni

Quando si parla di Sicilia orientale, il pensiero corre subito a Taormina e all’Etna, che costituiscono da sempre mete rinomate nel mercato mondiale e ampiamente sfruttate dagli  operatori turistici. Tuttavia questo versante dell’isola è grande e nasconde al suo interno destinazioni ancora poco conosciute e degne di essere valorizzate: un patrimonio culturale, naturalistico e ambientale che può accogliere interessanti flussi turistici italiani e internazionali. E’ questo l’obiettivo dei Distretti Turistici della Regione Sicilia.dsc_2200 Sono 23 i comuni che aderiscono e compongono, assieme a numerose aziende ed associazioni, il DAM: distretto turistico tematico  Antichi Mestieri, Sapori e Tradizioni popolari di Sicilia.  I Distretti Turistici della Regione Siciliana sono pensati come organismi di partenariato tra  pubblico e privato che, attraverso lo studio e la valutazione delle risorse e  degli elementi condizionanti esistenti in un territorio, ne programmano lo sviluppo, con particolare riguardo al contesto economico fondato sul turismo, attraverso l’attuazione di specifiche azioni. Gli obiettivi sono il miglioramento delle condizioni di offerta turistica complessiva, di fruibilità ed accessibilità dei fattori di attrazione situati nel territorio, nonché l’aumento dei volume relativo al turismo pernottante ed alla spesa turistica. I distretti turistici possono essere promossi da enti pubblici, enti territoriali o da soggetti privati che intendono concorrere allo sviluppo turistico del proprio territorio o di più territori appartenenti anche a province diverse, attraverso la predisposizione e  l’attuazione di specifici progetti.dsc_2090 In provincia di Messina e specificatamente nella riviera jonica ne fanno parte Taormina, Nizza, Fiumedinisi, Furci Siculo e Santa Teresa Riva, ricadono invece nella zona dei Nebrodi, Sinagra e Montagnareale. I paesi etnei (provincia di Catania) che aderiscono al Dam sono: San Pietro Clarenza, Biancavilla, Giarre, Aci Catena, Viagrande e Pedara, mentre nel Calatino si individuano Licodia Eubea, Grammichele e Ramacca. Anche se non fanno parte della Sicilia Orientale, ricordiamo due le realtà istituzionali in provincia di Trapani: Valderice e l’Arcipelago delle Isole Egadi (Favignana, Marettimo e Levanzo); quattro nell’entroterra palermitano: Roccapalumba, Vicari, Ciminna e Campofiorito. In provincia di Siracusa, nel sud-est della Sicilia, è presente Rosolini. Il Distretto “Antichi Mestieri, Sapori e Tradizioni Popolari Siciliane” si pone l’obiettivo di valorizzare e recuperare i saperi e le pratiche degli antichi mestieri, orientandoli verso nuove opportunità, di promuovere e valorizzare le produzioni artigianali ed agroalimentari tipiche, favorendone la conoscenza. Il Distretto sostiene e promuove attività e processi di aggregazione e di integrazione tra le imprese, stimolandone il miglioramento qualitativo dei servizi e dei prodotti. Può inoltre istituire punti di informazione e di accoglienza per Il turista, sostenere lo sviluppo di marchi di qualità e favorire la certificazione ecologica e ambientale. Tra i luoghi più significativi, presentati in un educational internazionale, ricordiamo Furci Siculo e Nizza di Sicilia, una lingua di terra che nasce in collina e tocca il mare, caratterizzato da spiagge lunghissime.  Qui si può degustare la preliberata “granita siciliana” di limone, tra le più ricercate dell’isola. Caratteristico è nell’entroterra montano, il borgo di Montagnareale, situato sui Nebrodi settentrionali, nel gruppo dei monti Saraceni. Il suo Cristo Redentore domina il Golfo di Patti e ricorda la statua di Rio de Janeiro. Caratteristico e singolare in questa zona è il Mulino del Capo, una macina a energia idrica ancora perfettamente funzionante che potrebbe diventare un vero museo di archeologia industriale.dsc_2035 Superbo è il borgo di Sinagra: un piccolo centro medioevale, sulle sponde del torrente Naso. Questa è la terra del maialino nero, per sua sventura, materia prima di specialità gastronomiche.  Da non perdere è Giarre, città legata ai successi musicali di Franco Battiato e di Lucio Dalla che ne hanno fatto dimora. Giarre è per molti turisti la base di partenza per le escursioni sull’Etna: con i suoi 3350 metri è il vulcano attivo più alto non solo dell’Europa, ma dell’intera placca euroasiatica. Solo salirvi con la telecabina che dal Rifugio Sapienza porta a quota 2450 metri è già un’emozione. Proseguire più in alto con i fuoristrada o a piedi tra le colate di lava ormai solidificate è un’avventura indimenticabile. A Viagrande è possibile comprendere la ricchezza e i valori dell’antica aristocrazia siciliana, passando qualche ora nella Villa Manganelli Biscari, che fu dell’illustre famiglia dei Paternò. Oggi appartiene all’Avv. Lorenzo Pitanza che ne ha fatto un vero proprio museo, che conserva una miriade di segreti nelle sue strutture neoclassiche e liberty e nei suoi giardini.dsc_2279 Tra le curiosità dell’entroterra della Sicilia orientale, c’è la Casa delle Farfalle Monteserra, ancora nei pressi di Viagrande. Questa è una struttura, unica nel suo genere, che ospita centinaia di farfalle tra le più belle e ne studia la vita e le fasi della riproduzione. Gli entomologi che vi lavorano osservano anche la biologia di altri insetti conservati in ambienti protetti.  La Valle dei Margi, nei pressi di Caltagirone, ospita una modernissima struttura agrituristica, immersa nel verde di agrumeti biologici: un’oasi di pace e di benessere all’interno di un antico palmento ottocentesco. Assolutamente da non perdere è la caratteristica piazza di Grammichele a pianta esagonale: una città ricostruita dopo il terremoto disastroso del 1639 con criteri antisismici dell’epoca, caratterizzata da costruzioni basse e larghe strade di fuga in caso di scosse. Grammichele è detta anche la città delle meridiane: ne conserva diverse, ma la più bella è quella al centro della sua grande piazza maggiore, davanti al Palazzo Comunale e la Chiesa Madre.dsc_2409 Continuando verso sud, troviamo distese dove sorgono spontanei da centinaia di anni i carrubi, alberi enormi che non hanno bisogno di alcuna cura e che forniscono preziosi baccelli che i dietologi hanno riscoperto come antiossidanti e anticolesterolo. L’industria alimentare e farmaceutica se ne è immediatamente appropriata: dalle fibre delle carrube si può ricavare una bevanda salutare simile al caffè e alla cioccolata. I semi contenuti nei baccelli sono chiamati carati e servivano un tempo per misurare l’oro: un destino profetico, poiché oggi i carrubi sono una vera miniera per chi li possiede. Tutta questa zona, caratterizzata da muri a secco, serre e produzioni vinicole, è nota al mondo per la fiction televisiva del Commissario Montalbano, distribuita in centinaia di paesi; nonché per il recente film dei comici Ficarra e Picone, ambientato a Rosolini. Concludiamo con un peccato di gola al quale è difficile resistere: il cioccolato di Modica, una tradizione che ha fatto di questa città, patrimonio dell’Unesco per le sue strutture barocche, un punto di riferimento per i golosi di tutto i mondo. La lavorazione del cioccolato a freddo rende unico il prodotto poiché esalta al massimo il gusto del cacao.  Per saperne di più: www.damsicilia.it o info@damsicilia.it