
Una sola iniezione a settimana invece di sette, per un migliore controllo della glicemia e del peso corporeo. È quanto promette la nuova combinazione di insulina icodec e semaglutide (IcoSema), per la quale il CHMP (Committee for Medicinal Products for Human Use) dell’EMA ha di recente apportato una modifica all’indicazione terapeutica esistente, così formulata: “IcoSema è indicato per il trattamento degli adulti con diabete mellito di tipo 2 non adeguatamente controllato, in aggiunta alla dieta, all’esercizio fisico e ai farmaci antidiabetici orali”.
La sfida della diabetologia moderna non è soltanto disporre di farmaci sempre più efficaci “ma rendere le terapie più semplici, sostenibili e compatibili con la vita delle persone – commenta la professoressa Raffaella Buzzetti, presidente della Società Italiana di Diabetologia (SID) – La possibilità di combinare due meccanismi terapeutici in un’unica somministrazione settimanale rappresenta un’opportunità per migliorare il controllo metabolico, riducendo al tempo stesso il carico del trattamento.” Una semplificazione che favorisce l’aderenza terapeutica, uno dei problemi ancora irrisolti nella gestione di questa malattia cronica che interessa 4 milioni di italiani. “Una terapia è realmente efficace se viene accettata e seguita nel tempo dal paziente – sottolinea il dottor Salvatore De Cosmo, presidente dell’Associazione Medici Diabetologi (AMD) – Passare da sette iniezioni settimanali a una sola può rappresentare una semplificazione concreta nella gestione quotidiana del diabete, soprattutto per quelle persone che incontrano maggiori difficoltà con regimi terapeutici complessi. I risultati emersi dal COMBINE 4 sulla soddisfazione dei pazienti sono incoraggianti, anche se il reale beneficio sull’aderenza a lungo termine dovrà essere confermato nella pratica clinica. La semplificazione deve sempre accompagnarsi a un’attenta personalizzazione della cura, all’educazione terapeutica e a un monitoraggio appropriato”. “SID e AMD – concludono i presidenti delle due società scientifiche – ritengono fondamentale che i progressi della ricerca si traducano tempestivamente in opportunità concrete per le persone con diabete. Il nostro impegno è promuovere un’innovazione scientificamente fondata, clinicamente appropriata e accessibile, perché il vero progresso terapeutico si misura nella capacità di migliorare gli esiti di salute e la qualità di vita delle persone”. Questa combinazione di molecole non è stata ancora approvata dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). Appena lo farà l’Italia potrà essere tra i primi paesi ad aver adottato questo trattamento.














