Home In evidenza Valle d’Aosta: Carnevali multicolori e romantico San Valentino

Valle d’Aosta: Carnevali multicolori e romantico San Valentino

In Val d’Aosta, gennaio e febbraio sono uno dei mesi più speciali dell’anno: è la stagione del Carnevale o, meglio, dei Carnevali, al plurale: se in tutto il mondo si celebra la fine dell’inverno più buio, le giornate che si allungano a salutare i primi bagliori della prossima primavera, nella regione più alta d’Italia.

C’è persino un proverbio, in patois, che celebra questo momento di passaggio: “se nèit la demendze grasa, tot l’an la tèra grasa.”, ovvero, “se nevica la domenica di carnevale, tutto l’anno la terra sarà grassa”, nel senso di generosa, fertile e produttiva. I riti di Carnevale anticipano nei calendari contadini l’inizio della stagione della semina: un momento di grandi aspettative e speranze, da trascorrere in allegria ed abbondanza in un’atmosfera sospesa e licenziosa, dove ogni scherzo vale e per un giorno ci si può concedere qualche cosa in più. In Valle d’Aosta, il Carnevale non dura pochi giorni: è possibile partecipare, di settimana in settimana, alle celebrazioni delle diverse località della Regione più alta d’Italia: sono tre, i principali carnevali storici, ma la festa si irradia in diversi altri borghi della Valle, in un’euforia diffusa che dura tutto un inverno. Il Carnevale di Verrès è una storia di coraggio femminile. Vive Introd et Madame de Challant: un coro di festa che affonda le radici in una vicenda di quasi 600 anni fa.

Carnevale di Verres
Appellandosi alla legge salica, che escludeva le donne dalle linee di successione, i cugini di Francesco di Challant cercarono di impedire alle due figlie Caterina e Margherita di ereditare i feudi del padre. La coraggiosa Caterina, rifiutò le pressioni dei prìncipi di Challant, difendendo i propri diritti con ogni mezzo: fu così che in occasione della festa della Trinità del 1450, insieme al suo coniuge Pierre d’Introd, Caterina uscì in piazza a danzare insieme alla gioventù del paese. Al suono del piffero e del tamburo si aggiunse, nell’entusiasmo generale, ben presto anche il coro da cui siamo partiti: Vive Introd et Madame de Challant, che riecheggia ancora oggi per tutta la durata del Carnevale. Il Carnevale di Verrès si apre, con la presentazione dei nuovi Catherine di Challant e Pierre d’Introd LXXVII, che interpreteranno per l’edizione 2026 i due coniugi rinascimentali, seguita dalla Proclamazione dei nuovi cavalieri del Carnasciali Verretiesi Supremus Ordo. Il resto è una tre giorni tutta da vivere di atmosfere medievali, allegria e goliardia.
Carnevale di Etroubles Foto Roberto Andrighetto
Se i venti gelidi di queste località sono valsi il nome di Coumba Freida, gli abitanti della valle del Gran San Bernardo e della Valpelline sanno certamente come riscaldarsi: un Carnevale che rievoca il passaggio, sul valico, di Napoleone Bonaparte, transitato lungo l’antica via Francigena nel maggio dell’anno 1800. I borghi di quest’area, a Nord-Est della città di Aosta, conservano infatti consuetudini e costumi simili, ispirati alle uniformi dell’esercito dell’Empereur. Abiti preziosi, confezionati a mano, adorni di perline, paillette e specchietti che riflettendo la luce allontanano le forze maligne. Ecco le località che rievocheranno, nelle prossime settimane, quest’antica tradizione. Ollomont 10 gennaio. Bionaz 16 – 17 gennaio. Valpelline18 gennaio. Doues 24 – 25 gennaio. Étroubles 12 – 13 febbraio. Roisan 14 – 17 febbraio. Saint-Oyen 14 febbraio. Allein 15 – 17 febbraio. Saint-Rhémy-En-Bosses 17 febbraio. Ricordiamo poi il Carnevale di Pont-Saint-Martin. Il celebre ponte romano che dà il nome alla cittadina di Pont-Saint-Martin risale al primo secolo Avanti Cristo, ma nel Medioevo gli abitanti locali ormai non lo ricordavano più: una diffusissima leggenda locale, infatti, fa risalire l’arcata di pietra che sovrasta il torrente Lys all’epoca di Martino di Tours che, diretto a Roma, rese possibile la costruzione del ponte in una sola notte, ingannando il diavolo. Sono proprio San Martino e Belzebù i due personaggi fondamentali dello storico Carnevale di Pont-Saint-Martin, giunto alla 116ima edizione, oltre alla Ninfa del torrente Lys e alcune figure folkloriche legate all’antica Roma, come Consoli, Tribuni della Plebe, Milites e, dall’altra parte, i loro grandi nemici: i Salassi, introdotti nella manifestazione ormai 50 anni fa. Giovedì 12 febbraio si parte con il Mini Carnevale Storico a cura delle scuole dell’Infanzia del territorio, culminando nella cerimonia del Mini Rogo del Diavolo. Il vero clou della manifestazione è a ridosso del Martedì Grasso, con la tradizionale Corsa delle Bighe di lunedì 16 e la sfilata dei carri allegorici di martedì 17. In molte località non mancano fiaccole accese sci ai piedi e maschere sul volto: anche la neve, in Valle d’Aosta, sa travestirsi. Tra silenzi, neve e acqua termale la Valle d’Aosta propone un San Valentino più esclusivo e appassionato. Qui l’aria si fa più sottile, i rumori si spengono e anche i sentimenti cambiano ritmo. Perché, quando l’orizzonte si allarga, in Valle d’Aosta succede una cosa semplice e potentissima nella sua carica paradossale: ci si avvicina. Febbraio è il mese in cui questa equazione tra il Carnevale e la Festa degli innamorati funziona meglio che altrove. Le giornate si allungano, il freddo invita a stringersi e San Valentino, nel 2026, cade proprio nel weekend giusto per salire un po’ più su. Alla ricerca di quell’altezza emotiva che sorprende, che resta impressa, che trasforma una fuga romantica in un ricordo che resta più di qualsiasi regalo. In Valle d’Aosta la quota non è un dettaglio ma una vocazione: oltre un terzo del territorio regionale supera i 2.600 metri e quattro giganti delle Alpi, Monte Bianco, Monte Rosa, Cervino e Gran Paradiso, vegliano su un romanticismo che non ha bisogno di effetti speciali. In Valle d’Aosta una giornata di sci non finisce al tramonto: ci sono molti modi per godere del candido manto della neve anche sotto le stelle. L’imbrunire si riempie di ciaspole, apertivi e crepuscoli sul lago: Siamo sul Gran Paradiso, il Parco Nazionale più antico d’Italia, a cui si accede anche dalla graziosa località di Cogne, accoglie i romantici con un white carpet tra due ali di larici e abeti rossi.
Cervinia. Foto: Enrico Romanz
Dal versante di Rhêmes-Notre-Dame, invece, l’invito è quello di trascorrere il crepuscolo di San Valentino specchiandosi nelle acque limpide e ghiacciate del Lago Pellaud, per una semplice ciaspolata su un percorso a semi-anello. Infine, una cena al chiaro di neve: Bianco, Rosa o Cervino? Per chi desidera una romantica serata di San Valentino sulla neve non c’è che la scelta della locanda o del rifugio. Da Courmayeur, famosa località ai piedi del Monte Bianco, quest’inverno è possibile salire fino ai 1.750 m di Plan Chécrouit anche in serata. La funivia rimane aperta fino alle 24:00, per gustare un aperitivo e una cena sotto il cielo stellato nei magici ristoranti alpini raggiungibili dalla stazione, a piedi o con passaggio in motoslitta. Più intima, l’esperienza offerta dalla vicina località di La Thuile, sul versante Sud del massiccio del Bianco, dove i graziosi chalet alpini si raggiungono dal paese a bordo di un gatto delle nevi. Dopo aver assaporato i migliori sapori tipici di un villaggio di frontiera, il ritorno a valle può avvenire a bordo dello stesso mezzo o, per i più temerari, anche con gli sci, partecipando a una romantica fiaccolata. Un modo nuovo e originale per festeggiare il Carnevale o darsi un bacio, un regalino o una promessa per San Valentino.
La Thuile

Foto fornite da Open Mind Consulting SRL

Articolo precedenteMusica tra Oriente e Occidente. Bryan Grob è il vincitore del Premio “Mario e Stefania Angelo-Comneno”
Articolo successivoIl cerchio magico dell’ospitalità