
La forte incertezza geopolitica non gioca a favore dei viaggi e dei soggiorni soprattutto all’estero.
L’Osservatorio Confturismo-Confcommercio in collaborazione con SWG ha evidenziato che il 22 per cento degli italiani ha in parte modificato la programmazione delle vacanze, al momento, solo per quelle di Pasqua. Tuttavia, non si può escludere che se la situazione internazionale resterà critica ci sarà una ricaduta negativa anche sul prossimo periodo estivo. In effetti circa il 27 per cento della popolazione italiana ora resta in attesa degli ulteriori sviluppi delle guerre per decidere dove andare nei prossimi mesi estivi. Chi si muove per le festività pasquali ha deciso di restare in Italia, molto spesso vicino casa: una opzione di prossimità. Appena il 9 per cento sceglie una destinazione nei paesi dell’Unione Europea e solo il 7 per cento si dirige al di fuori dell’Unione. Toscana e Campania risultano le località più richieste e, oltre le città d’arte, la montagna attira ancora molti turisti e sciatori poiché le abbondanti nevicate e il protrarsi del freddo consentono un prolungamento della stagione bianca anche oltre questa settimana di Pasqua. Un italiano su tre si reca nella seconda casa al mare o in montagna o va a fare visita ad amici e parenti. Rispetto agli anni precedenti, i soggiorni hanno una durata più breve: solo due notti per il 60 per cento dei vacanzieri e cinque giorni appena per il 14 per cento di chi si muove da casa. In media gli Italiani non vogliono spendere più di 400 euro per un piccolo soggiorno. Inoltre, si registra un consistente aumento dei prezzi dei voli interni, tra nord e sud d’Italia, saliti fino al 60% in più. A parte questi dati, non certo confortanti, la Federalberghi prevede 10,6 milioni di persone in movimento per le festività pasquali: l’85 per cento rimarrà nella penisola per un giro di affari intorno a 5 miliardi e mezzo di Euro. Certamente, i conflitti in corso penalizzano il turismo proveniente dagli Stati Uniti e dagli altri continenti. Anche il comparto delle crociere risente delle tensioni internazionali e i grandi gruppi armatoriali stanno modificando le rotte, evitando destinazioni che potrebbero presentare qualche rischio. In tutto il settore turistico si preferisce però non lasciarsi andare al pessimismo e mantenere il sostegno a nuove iniziative nella speranza che si possa tornare presto ad un quadro geopolitico più stabile.















