In Valtellina, la Pasqua viene celebrata attraverso l’antica tradizione dei Pasquali, capolavori segreti della tradizione alpina. Si tratta di una sfilata che da oltre 400 anni coinvolge l’intera comunità di Bormio. I cinque Reparti storici del paese realizzano durante l’inverno portantine in legno a tema religioso, poi trasportate in corteo la mattina di Pasqua tra le vie del centro storico da partecipanti in costume.
A Bormio, nel cuore dell’Alta Valtellina, per questa festività si svolge questa manifestazione unica, che unisce fede, artigianato, creatività e identità popolare, coinvolgendo l’intero paese e chi lo visita. Per settimane bambini, giovani e anziani lavorano insieme per preparare le loro opere. La mattina di Pasqua, fin dalle prime ore del giorno, i partecipanti sfilano per le vie del centro storico, rigorosamente in costume tipico e accompagnati dai loro animali, trasformando il paese in un grande racconto collettivo fatto di tradizione, folklore e appartenenza.Foto: Mattia_Canclini E’ un rito che si rinnova da secoli. I Pasquali sono antiche portantine a tema religioso, autentici capolavori artigianali realizzati durante l’inverno dai cinque Reparti (quartieri) del paese: Buglio, Combo, Dossiglio, Dossorovina e Maggiore. Sotto la guida di un capo, gruppi di ragazzi, i “pasqualisti”, progettano e costruiscono la propria opera, curandone ogni dettaglio: dall’idea al messaggio religioso, dalla lavorazione artistica alla struttura in legno. Il segreto accompagna le settimane di preparazione: nulla può essere svelato prima del giorno della sfilata. Il 5 aprile la giornata inizia presto. I costumi tradizionali, preparati e stirati con cura nelle settimane precedenti, devono essere perfetti.Foto: Mattia_Canclini Anche cavalli, asinelli e agnellini che partecipano alla sfilata vengono adornati a festa. Alle ore 10.00 prende il via la parata: dalla via Al Forte, passando per via San Vitale e via Roma, fino a piazza Cavour/Kuerc, nel cuore del paese. Ad aprire il corteo è la banda, seguita dalle carrozze trainate dai cavalli. Poi, divisi per Reparto, sfilano donne, anziani e bambini con fiori e piccoli manufatti artigianali, precedendo i Pasquali portati a spalla dai ragazzi. Le portantine, talvolta imponenti e complesse opere di falegnameria e ingegneria, richiedono forza e coordinazione. Accanto alle realizzazioni più elaborate, sfilano anche i piccoli Pasquali dei bambini, che li portano orgogliosamente in autonomia. All’arrivo in piazza del Kuerc, il rintocco della Bajona, l’antica campana delle grandi occasioni posta nella torre dell’orologio, accoglie i partecipanti e dà inizio alla festa, che prosegue per tutta la giornata. Ma il Pasquale non è soltanto una portantina: è l’atmosfera che avvolge il centro storico, è la condivisione tra generazioni, è il lavoro paziente delle mani che preparano ogni anno fiori e decorazioni.Foto: Mattia_Canclini È un’antica usanza contadina, sospesa tra religione e folklore, arrivata intatta fino ai giorni nostri e che ancora risveglia lo spirito di comunità di Bormio. Al termine della sfilata, una giuria valuta i Pasquali premiando il significato religioso, la qualità artigianale e artistica e la fedeltà alla tradizione, cuore pulsante della manifestazione. Il premio è un riconoscimento ambito da conservare con orgoglio fino all’anno seguente. Le opere restano esposte in piazza del Kuerc fino al lunedì di Pasquetta alle ore 19.00, offrendo a visitatori e turisti la possibilità di ammirarle da vicino. Un’occasione unica per entrare nel cuore di Bormio, lasciarsi coinvolgere da una tradizione viva e respirare un senso di comunità che emoziona e sorprende. Nei giorni di Pasqua, accanto alla suggestione della processione dei Pasquali, Bormio invita a vivere il territorio anche attraverso le tante attività sulla neve, accompagnati da guide esperte: dalle ciaspolate al freeride, fino al primo approccio con lo sci alpinismo e all’arrampicata su ghiaccio; non manca ovviamente lo sci alpino, che continua con ottime condizioni nevose.Foto: Roby Trab Un’occasione per scoprire la montagna in tutte le sue sfaccettature, tra sport, natura e panorami spettacolari. L’offerta si arricchisce anche sul piano culturale: è infatti visitabile fino al 14 aprile, dal lunedì alla domenica, la mostra “Espressione plastica universale” dell’artista valtellinese Michele Toniatti, allestita presso il Museo Civico di Bormio. A completare il viaggio, non può mancare una visita guidata del centro storico alla scoperta degli angoli più suggestivi della città, tra cortili nascosti e splendidi affreschi che raccontano secoli di storia. Un invito a prolungare l’esperienza della Pasqua a Bormio e a scoprire una destinazione capace di unire tradizione, cultura e avventura nel cuore delle Alpi. Vivere la Pasqua a Bormio è un’occasione per immergersi nel cuore delle antiche realtà della Valtellina, alla scoperta del più genuino ambiente alpino.
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