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Roma. Congresso SIME 2026. La Medicina Estetica punta alla naturalezza dei risultati, senza stravolgere il volto.

Basta labbra gonfiate oltre misura. Basta interventi che producono danni, effettuati da medici non qualificati. Basta con mode estetiche che non migliorano i lineamenti e che spesso deformano l’aspetto soprattutto alle giovanissime.

E’ questo il grido d’allarme lanciato nel 47° Congresso della Società Italiana di Medicina Estetica (SIME) in una prospettiva di rivoluzione etica, tra professionalità, preparazione e confronto scientifico multidisciplinare. “L’obiettivo non è trasformare i connotati – ha precisato il Prof. Emanuele Bartoletti, Presidente SIME – ma migliorare la qualità dei tessuti per ottenere un viso che non sembri ‘rifatto’ ma semplicemente fresco, luminoso e gradevole.”

Prof. Emanuele Bartoletti, Presidente SIME.
Le labbra nella donna sono un simbolo di femminilità, di sensualità e non devono mai diventare innaturali con interventi, spesso operati da medici non adeguatamente preparati. Il problema riguarda in particolare ragazze molto giovani che per mode o per “status symbol” si rivolgono a studi cercati sui social o consigliati dalle amiche. Un intervento effettuato a sedici anni è troppo precoce e può rivelarsi disastroso con il passare degli anni. Occorre anche un percorso formativo qualificante dei medici estetici perché sappiano dire di no ad alcune richieste non necessarie o rischiose, che possono anche condurre a complicanze.
Dott.ssa Gloria Trocchi, Vicepresidente SIME
Spesso, i pazienti non sanno neppure quali prodotti sono stati utilizzati nei vari interventi. Il tema è stato sollevato dalla Dott.ssa Gloria Trocchi (Vicepresidente SIME). E’ sempre necessario farsi rilasciare la cartella clinica dell’intervento con una specifica dei prodotti impiegati, per la gestione di eventuali complicanze. “Non è raro – spiega la Trocchi – che molti pazienti non sappiano quali metodiche e quali prodotti siano stati utilizzati, talora anche da operatori non medici, con conseguenze che possono produrre anche danni permanenti.” Il discorso si allarga all’analisi dei casi clinici più eclatanti e alle prospettive internazionali della medicina estetica in una dimensione interdisciplinare con le altre specialità mediche, soprattutto nei pazienti con problemi oncologici, che richiedono speciale esperienza e preparazione. Nei tre giorni di lavoro congressuale si è discusso anche dell’integrazione dell’Intelligenza Artificiale nella diagnosi: uno strumento promettente già introdotto in altri campi ma da perfezionare. L’AI non è solo una prospettiva futura da affiancare al medico: è uno strumento da integrare con responsabilità. Mezzi diagnostici basati su IA sono sempre più utilizzati nelle consulenze di medicina estetica: scanner che misurano danni solari, vascolarizzazione e densità del collagene sotto la superficie cutanea, permettendo ai professionisti di creare piani di trattamento sempre più personalizzati e costruiti sulla biologia di ogni singolo paziente. La SIME invita a tradurre questi concetti in pratica clinica: più dati, più prevenzione, più affidabilità. Come tutte le altre discipline, la medicina estetica per crescere ha bisogno di discussione e di validazioni scientifiche. Fondamentale è il rapporto con l’endocrinologia specie quando l’obiettivo è il dimagramento. Il mercato globale dei farmaci antiobesità potrebbe toccare i 100 miliardi di dollari entro il 2030. Ma perdere rapidamente peso significa spesso fare i conti con un effetto indesiderato inatteso: il viso appare più scavato, gli zigomi meno pieni, lo sguardo un po’ più stanco, la linea della mandibola meno definita e ‘cadente’. Non sono effetti legati all’invecchiamento, ma ad una rapida perdita di volume. Il cambiamento più significativo nel 2026 è il parziale allontanamento dall’uso dei filler a base di acido ialuronico esclusivamente per dare volume, spostandosi verso la medicina rigenerativa. I pazienti desiderano trattamenti che stimolino la pelle a ‘lavorare’ meglio, anziché limitarsi a riempire un vuoto. Cresce in maniera consistente il numero di uomini che si rivolgono alla medicina estetica. Tra il 2018 e il 2024, gli interventi di chirurgia estetica sugli uomini sono cresciuti del 95% e i trattamenti non invasivi del 116%. Una crescita decisamente superiore rispetto a quella registrata tra le donne, che è stata rispettivamente del 59% e del 55% (fonte: congresso mondiale IMCAS 2026). La tossina botulinica è il trattamento più eseguito, rappresentando quasi la metà degli interventi estetici maschili, seguita dai filler dermici, scelti da oltre un terzo dei pazienti. Gli uomini desiderano principalmente eliminare le rughe, conservare l’aspetto giovanile, migliorare l’immagine del volto. Per l’uomo servono dosaggi delicati e tecniche mirate per mantenere la mimica facciale, evitando l’effetto maschera. “L’impiego dei filler – spiega il professor Bartoletti – va fatto con misura e prudenza anche per evitare la femminilizzazione del volto maschile. Ci sono canoni estetici ben precisi che devono essere rispettati, affinché si possa sottolineare la mascolinità di un uomo anziché rischiare di femminilizzarlo, facendo delle infiltrazioni ‘standard’, uguali a quelle riservate alle donne”. Se il viso racconta il miglioramento dell’aspetto, per quanto riguarda il corpo tutto viene amplificato. Quando il dimagrimento è importante, per esempio a livello dell’ addome, la pelle può risultare ‘in eccesso’, meno elastica, priva di tono, più cadente, decisamente antiestetica. A venire in aiuto in questo caso sono le tecniche minimamente invasive, di ultrasuoni e radiofrequenze che consentono di rassodare e rimodellare senza bisturi, lavorando in profondità sui tessuti per stimolare il collagene. Anche il dr. Domenico Centofanti, Vicepresidente SIME, si è soffermato sull’estetica del dimagrimento che spesso tradisce la bellezza del volto. Anche per quanto riguarda i farmaci antiobesità – ha sostenuto Centofanti – c’è molto da scoprire e da discutere in tema di sostenibilità, di impatto ambientale e di costi. Tra i trattamenti innovativi per aree insolite e il rimodellamento dei glutei, interessate è stato il contributo della Dott.ssa Rosalba Russo, del Comitato Scientifico del SIME, che si è soffermata sulle metodiche per il rimodellamento delle orecchie, che con il passare degli anni perdono la loro forma originale. L’orecchio non è un dettaglio: è una parte dell’identità del volto. “Spesso le pazienti si rivolgono a noi quando gli orecchini cominciano a pendere verso il basso – afferma la dottoressa Loredana Cavalieri, consigliere della Società Italiana di Medicina Estetica SIME – questo è dovuto all’allargamento del foro del lobo. Bastano delle infiltrazioni di acido ialuronico ‘morbido’, per rimpolparlo, ridargli consistenza. In questo modo il foro si restringe e l’aspetto dell’orecchio ne guadagna”. L’invecchiamento in generale, pur essendo fisiologico, è strettamente legato alla endocrinologia, come ha spiegato il Prof. Felice Strollo, Presidente della Accademia Italiana Medicina Anti-Aging (AIMAA). Una corretta alimentazione ed esercizio fisico contribuiscono non poco a mantenere un aspetto giovanile anche con l’avanzare dell’età. Gli ha fatto eco il Prof. Francesco Romanelli, coordinatore AIMAA, che ha evidenziato la stretta interazione tra endocrinologia, andrologia e medicina estetica, nonché il ruolo della tiroide e del peso corporeo. Tutti i promotori del Congresso sono stati concordi nell’affermare l’importanza della corretta comunicazione e del ruolo di una informazione realmente scientifica che contrasti la diffusione di “fake news” dannose in questa materia.

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