
I consigli della Società Italiana di Diabetologia per evitare che il caldo estivo diventi un rischio per il controllo del diabete. le alte temperature possono alterare il funzionamento dei dispositivi per il monitoraggio del glucosio.
Recentemente, durante la semifinale del torneo di Halle, il tennista Alexander Zverev ha richiesto un timeout medico per un problema legato al suo diabete di tipo 1. “Ho avuto enormi problemi con la glicemia – ha dichiarato il numero tre del modo – perché il sensore che uso mi ha dato una lettura sbagliata. Indicava valori molto alti quando in realtà erano bassi, così mi sono iniettato molta più insulina di quanto avrei dovuto”. Per compensare la grave ipoglicemia che ne è scaturita, il campione ha dovuto consumare circa 350 grammi di zucchero. L’episodio, per quanto raro, è spiegabile con il grande caldo che, oltre a rendere difficile la gestione del diabete, può mettere sotto stress anche i sistemi di monitoraggio continuo del glucosio (CGM).

È quindi importante non lasciare mai insulina, sensori di scorta o strisce in macchina, alla luce diretta del sole o in ambienti privi di climatizzazione; in estate è meglio utilizzare borse termiche per il trasporto”. La Società Italiana di Diabetologia SID consiglia anche di aumentare l’assunzione di liquidi durante la giornata, prediligendo l’acqua, per prevenire la disidratazione. E’ anche importante proteggere il sensore: indossare abiti leggeri e traspiranti sopra il dispositivo ed evitare l’esposizione diretta e prolungata al sole; applicare il sensore su pelle pulita e asciutta, ricorrendo se necessario a cerotti adesivi aggiuntivi nelle giornate più umide. Oltre alla opportunità di controllare spesso la glicemia, anche con i glucometri tradizionali in caso di dubbio delle letture, è consigliabile evitare di fare sport nelle ore più calde: la vasodilatazione da caldo e l’attività fisica accelerano l’assorbimento di insulina e possono determinare crisi ipoglicemiche.
Materiale informativo fornito dall’Ufficio Stampa SID – Società Italiana di Diabetologia
(Maria Rita Montebelli e Andrea Sermonti)















